La montagna fa parte della mia vita da sempre, ma il mio percorso è iniziato dall'arrampicata sportiva. È stato attraverso la falesia che ho imparato a conoscere il movimento, la tecnica e, soprattutto, il piacere di stare in montagna.

Fin da ragazzo mi sono avvicinato allo sci alpinismo, inizialmente con un'idea molto semplice: salire sulle montagne e, solo dopo, sciarle. La salita era il vero obiettivo. La qualità della neve veniva quasi in secondo piano.

Con gli anni qualcosa è cambiato. Oggi continuo ad amare profondamente la salita e tutto ciò che comporta raggiungere una cima, ma non riesco più a fare a meno di cercare la neve migliore, la linea più bella e quella discesa che rende una giornata in montagna davvero speciale.

Da piccolo, mentre gli altri sognavano di diventare piloti di Formula 1, astronauti o calciatori, io dicevo che avrei voluto fare la Guida Alpina. Non sapevo ancora davvero cosa significasse. Sapevo solo che volevo stare in montagna, viaggiare e vivere di quello che amavo.

Oggi quel sogno è diventato il mio lavoro.

Essere Guida Alpina, però, per me non significa semplicemente accompagnare qualcuno su una cima. Significa imparare a leggere la montagna, scegliere una linea, prendere decisioni, adattarsi alle condizioni e, soprattutto, condividere tutto questo con le persone che ho davanti.

Mi piace pensare che una guida non mostri semplicemente una strada, ma aiuti gli altri a trovare la propria.

Amo viaggiare, conoscere nuovi luoghi e incontrare persone. E una delle cose che più amo del mio lavoro è proprio questa: molti dei clienti che ho accompagnato in montagna, con il tempo, sono diventati amici. Persone con cui ho condiviso giornate speciali, grandi soddisfazioni, qualche difficoltà e, soprattutto, momenti che rimangono.

Mi piace la montagna in tutte le sue forme: arrampicata, sci, ghiaccio, alpinismo. Ma mi piace anche tutto ciò che le sta intorno: i viaggi, i paesi, le culture, le persone e quella sensazione di essere sempre un po' lontano da casa.

Negli ultimi anni mi sono innamorato in particolare dei paesi nordici. La loro luce, gli spazi e il rapporto con la natura mi hanno portato a trascorrere ogni inverno un mese in Norvegia, continuando a esplorare e a cercare nuovi luoghi da vivere con gli sci.

Forse è proprio questo il motivo per cui faccio fatica a chiamarlo lavoro.

Ogni stagione mi porta in un posto diverso, incontro persone nuove e torno a casa con storie che prima non avevo.

E quando riesci a trasformare una passione in un modo di vivere, il confine tra lavoro e vita diventa molto sottile.